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Primo piano




24 GIUGNO 2016



IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE L’APPLICAZIONE DELLO SPLIT PAYMENT

NEI CONFRONTI DI UN CONSORZIO STABILE.

 


Il Consiglio di Stato con ordinanza nr. 02472/2016, decisa alla udienza del giorno 23 giugno 2016 e
depositata nel pomeriggio di venerdì 24 giugno 2016, ha sospeso nei confronti di un Consorzio Stabile
assistito dal nostro Studio, l’applicazione dello split payment “ considerato che dall’esecuzione del
provvedimento ….. deriva un danno grave ed irreparabile anche in considerazione dell’attivita’ di impresa
svolta”.
Il giudice amministrativo – contrariamente alla precedente decisione del Tar – dubita che lo split payment
sia conforme al diritto comunitario, e per evitare un danno economico irreversibile al ricorrente ha disposto
la sospensione della scissione dei pagamenti nei confronti di quest’ultimo.

La decisione, a nostro avviso, anche in considerazione della natura dell’Organo decidente, e’ di notevole
rilievo.
Il provvedimento emesso avra’ come necessaria conseguenza, la rimessione di questione pregiudiziale
alla Corte di Giustizia, alla quale sara’ sottoposta questione di validita’ di un atto comunitario.

Il nostro Studio, in via incidentale, aveva eccepito la illegittimita’ della Decisione di Esecuzione (UE)
2015/1401 del Consiglio del 14 luglio 2015, che autorizza l’Italia ad introdurre una misura speciale di
deroga agli articoli 206 e 226 della Direttiva 2006/112/CE, relativa al sistema comune d’imposta sul valore
aggiunto “( Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 217/7 del 18 agosto 2015), per i seguenti motivi :

violazione del principio della certezza delle situazioni giuridiche, perche’ il Consiglio ha adottato il
proprio provvedimento con efficacia retroattiva senza che ricorressero le condizioni legittimanti richieste
dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia;

violazione del principio di proporzionalita’, perche’ le misure adottate non sono proporzionali agli
scopi delineati dall’art. 395 direttiva 2006/2012/CE;

violazione del principio della parita’ di trattamento e della neutralita’ fiscale, in quanto solamente le
operazioni con la PA vengano sottoposte alla nuova disciplina della scissioni dei pagamenti.

Si evidenzia che la tutela cautelare della sospensione della esecuzione di un provvedimento nazionale
adottato in applicazione di un atto comunitario puo’ essere concessa eccezionalmente da un giudice
nazionale a condizione che :

• lo stesso giudice nutra gravi riserve in ordine alla validita’ dell’atto comunitario e provveda direttamente
ad effettuare il rinvio pregiudiziale, nella ipotesi in cui alla Corte non sia gia’ stata deferita la questione di
validita’ dell’atto impugnato ;
• ricorrano gli estremi dell’urgenza e sul richiedente incomba il rischio di subire un pregiudizio grave ed
irreparabile.

Sulla base di tale premesse e’ inevitabile il rinvio alla Corte di Giustizia perche’ decida sulla legittimita’ dei
contenuti della decisione del Consiglio.




DIVIETO DI UTILIZZARE IL CONTANTE PER PAGARE LE PRESTAZIONI DI TRASPORTO.


 

Si ricorda ai nostri clienti che l’ art. 32 bis della legge nr. 164/2014 ( cd. Sblocca Italia) vieta
l’uso del contante per pagare le prestazioni rese da un autotrasportatore conto terzi , qualunque
sia l’importo dovuto, anche se inferiore ad euro 1.000,00.

Viene disposto l’obbligo di utilizzare “ strumenti elettronici di pagamento, ovvero il canale
bancario attraverso assegni, bonifici bancari o postali, e comunque ogni altro strumento idoneo
a garantire la piena tracciabilita’ delle operazioni, indipendentemente dall`ammontare
dell`importo dovuto.”

L’obbligo coinvolge tutti i soggetti che intervengono nella filiera, e pertanto anche lo
spedizioniere e lo stesso autotrasportatore chiamato a pagare il proprio sub – vettore.

 


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